SURVEY 2008
 
  IL MERCATO ITALIANO DEL CAPITALE DI RISCHIO INFORMALE  
     
 

Ricerca svolta dal dr. Giovanni Tirino dell’Università Piemonte orientale, sotto la direzione prof. Vincenzo Capizzi in collaborazione con l’Associazione IBAN

 
  (sintesi dei dati raccolti da IBAN con questionario on line nel periodo 12 gennaio/16 febbraio 2009)
 
     
 

variazione % sul 2007

 
 
Il Campione: 140 risposte (di cui 70% Soci IBAN)
Totale degli investimenti censiti: 31.100.000 €
Operazioni censite: 120
Valore Investimento Medio: 213.000 €
+ 35%
+ 59%
+ 18%
+ 15%


 
  INTRODUZIONE
Esaminando i dati dell’indagine 2008, si possono fare alcune considerazioni di sintesi:
  • Il mercato dell’Angel Investing in Italia sembra ormai aver superato la sua fase pionieristica, iniziata negli anni 1999/2000, ed iniziata una fase di consolidamento e di diffusione sul territorio, allineandosi alle realtà degli altri paesi europei;
  • Anche a seguito del costante e capillare ruolo dell’Associazione IBAN su tutto il territorio, sembra essere significativamente migliorata la “asimmetria informativa” tra Portatori di progetto ed Investitori Informali nel capitale di rischio, che aveva caratterizzato questo mercato negli anni scorsi;
  • I Business Angels Italiani hanno anche potuto fruire di un network di riferimento ed hanno avuto accesso alle best practices europee, grazie all’integrazione di IBAN nel circuito Europeo (come membro fondatore di EBAN – European Business Angels Network) e come partner in importanti e specifici progetti comunitari.
  • Anche per quanto riguarda la cultura dell’intraprendere, va vieppiù consolidandosi la convinzione del fatto che gli imprenditori, soprattutto in momenti di razionamento del credito, devono affidarsi agli investitori nel capitale di rischio (di grande o piccola dimensione) per poter finanziare la propria azienda nelle prime fasi di sviluppo; data anche la rischiosità delle aziende in questione che tiene lontano il reperimento del capitale di debito.
  • Si può anche affermare che il Business Angel in Italia è una figura con forte potenziale di crescita. Infatti, non solo da 3 anni vengono registrati valori in crescita delle operazioni concluse, ma numerose persone componenti il campione si dichiarano BA e vorrebbero seriamente investire ma ancora non lo hanno fatto; Indubbiamente, la crescita di questo fenomeno fornisce un importante contributo al completamento della filiera italiana degli attori finanziari.

    Anche il profilo personale che emerge si è allineato con gli aspetti che caratterizzano la figura dei Business Angels anglosassoni, e che è andata consolidandosi negli ultimi anni:
    - Maschio, quarantenne, residente al Nord, con titolo di studio elevato, con esperienza di alto dirigente, quando non già imprenditore;
    v Con un patrimonio personale non enorme (attorno ai 500.000 €);
    - Aderente alla rete IBAN, con un atteggiamento prudente (investendo attorno al 10% del proprio patrimonio), ma con un atteggiamento anche ottimistico circa il futuro dei propri investimenti;
    - Se ha già fatto un investimento non intende fermarsi e ne fa altri; non necessariamente tende a creare una nuova società quando entra in un progetto d’impresa;
    - Il suo apporto oltre ai soldi si concentra nell’apporto di strategia aziendale e nei contatti;
    - Prende le sue informazioni dalla rete IBAN e dagli amici, e raramente dalle Banche e dai centri universitari;
    - È molto mobile sul territorio – il 60% è disponibile ad uscire dalla Regione e anche investire all’estero;
    - La forma societaria impiegata in maniera prevalente è la s.r.l.;
    - È mosso dalla ricerca di una soddisfazione personale di auto realizzazione più che dalla sete di guadagno, entra in progetti con forte potenziale di crescita ma dove vi sia un gruppo fortemente impegnato e competente;
    - La exit preferita è la vendita ad altra società, l’investimento medio resta attorno ai 200.000 € (come nel resto del mondo), ma con una forte polarizzazione nella dimensione dell’investimento, concentrata su due valori molto distanti fra loro (circa il 10% del campione fa operazioni superiori a 1 ml/€ e la restante parte fa operazioni inferiori ai 50.000 €);
    - Esamina seriamente almeno 6 progetti prima di decidere di entrare in 1 progetto; e quando scarta un progetto è perché ha dubbi sulle capacità del proponente o perché il BP è poco sviluppato e poco credibile;
    - Per quanto riguarda i settori, preferisce investire nell’ ICT e Internet, ma non disdegna il settore manifatturiero, dove, ovviamente interviene nelle primissime fasi di vita del progetto d’impresa;
    - La quota azionaria posseduta è inferiore al 30% e, a parte le operazioni che nascono in sindacato, preferisce operare da solo;
    - Resta nel progetto circa 3 anni e al momento dell’uscita - se guadagna – guadagna molto bene;
    - Infine, essendo progetti d’impresa ancora ai primi passi, la crescita degli occupati è ancora poco significativa.

Gli elementi riepilogativi dell’indagine sono ancora in crescita rispetto al 2007:
Tot. investimenti dichiarati a IBAN: +59 %
Tot. progetti esaminati seriamente +3 %
Progetti investiti: +18 %
Ammontare dell’investimento medio: +16 %
Campione dell’indagine: +35 %
Exit dichiarate: +39 %

 
     
 


 
  Elementi riepilogativi delle indagini precedenti comparati coi dati del 2008.  
     
  Infine, un ringraziamento particolare va al dr. Giovanni Tirino, che sotto la guida del prof. Vincenzo Capizzi della SDA Bocconi, ha curato con passione e competenza crescente, la preparazione, la raccolta e l’ordinamento dei dati ed ha quindi consentito la realizzazione della presente pubblicazione.
 
     
 
Il Presidente
Paolo Anselmo
il Segretario Generale
Tomaso Marzotto Caotorta

 
     
  NOTA: Ricordiamo comunque che i dati devono essere presi con una certa cautela, data la esiguità del campione (ancorché in continua crescita negli anni).
 
     
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